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Newsletter ENIL Europa febbraio 2017

Cari lettori,

Benvenuti alla newsletter di ENIL febbraio 2017

In essa troverete un rapporto di Ines Bulic, ENIL Policy Officer, da un seminario sulla deistituzionalizzazione a Nicosia, Cipro.

Un altro rapporto viene dal di ENIL membro CIL Serbia – da un loro studio a Londra.

Qui sotto è inoltre possibile trovare l’intera trascrizione della discussione tra Miro Griffiths e il Consiglio d’Europa sui diritti dei disabili.

Leggi gli ultimi aggiornamenti sul ENIL 2017 Freedom Drive, dedicata a Martin Naughton, padre della campagna, che abbiamo perso l’anno scorso.

Frank Sioen, ENIL Advocacy, scrive sugli sviluppi intorno alla legge europea sull’accessibilità (SEE) e vi invita a partecipare alla manifestazione il 6 marzo a Bruxelles con l’obiettivo di un forte richiamo sul SEE.

Natasa Kokic, ultimo membro del personale di ENIL si presenta e dà anche un aggiornamento sulla campagna di ENIL che coordina lei per i fondi UE sui nostri diritti.

Non dimenticate di completare il sondaggio rete europea Studenti (ESN) sulla mobilità accessibile. Potete trovare qui.

Presto il rapporto annuale del 2016 nell’edizione di marzo della newsletter di ENIL!

Ci auguriamo che troverete questa newsletter interessante e vi incoraggio a condividere i tuoi commenti al secretariat@enil.eu.

Grazie!

Dilyana Deneva, editor di Newsletter

Vieni a trovarci su Facebook (ENIL & Youth Network) e Twitter!

fonte: http://us4.campaign-archive1.com/?u=97d67832bc37bde6812184cfd&id=85d1305500&e=2a8e21a1e5

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    Il diritto alla vita indipendente è un aspetto naturale e universale, che dovrebbe essere garantito a tutti. L’ENIL Italia (Europe) è stata fondata nel 1991 e continua a promuovere l’autodeterminazione e l’indipendenza delle persone con disabilità. È importante continuare a sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tema e a lavorare per una società più inclusiva e consapevole.

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    Siamo perfettamente consapevoli che non tutte le persone sono in grado di scrivere un progetto, così come non tutte le persone con disabilità sono in grado di scrivere il loro progetto di vita. Tuttavia non vorremmo che chi è in grado di farlo venga privato di questa possibilità trovandosi obbligato/a a ricorrere a qualcuno che dovrebbe essere più “esperto” di lui/lei, diretto/a interessato/a a lavoro,, a esporre parti della propria vita che potrebbe e vorrebbe mantenere riservate. Si lasci quindi a un secondo momento la valutazione sulla completezza e sulla correttezza delle domande affinché a nessuna di esse venga impedito l’accesso a un servizio o a un contributo erogato da un ente locale.
    Un secondo equivoco può essere collegato al vocabolo “partecipato”. Esso, infatti, ricorda quello di “compartecipazione” alla spesa. Ribadiamo ancora una volta che per accedere a un progetto di vita indipendente l’utilizzo dell’ISEE è assolutamente da evitare essendo il diritto alla vita indipendente un diritto umano, così come ci ricorda l’articolo 3 della nostra Costituzione: “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese”.
    Per un altro verso, cioè quello dell’uguaglianza, imporre l’ISEE significa creare una discriminazione: quale altro cittadino senza disabilità partecipa alla spesa di portare il bicchiere o la forchetta alla bocca oppure di cambiare posizione nel letto o uscire di casa o rientrarci?

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