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Consiglio d’Europa, studio sull’articolo della CRPD

Caro membro ENIL,

 
Il Consiglio d’Europa ha recentemente contattato ENIL al fine di informare noi ed i nostri membri su uno studio che hanno svolto. Ci invitano a promuovere le migliori pratiche di sensibilizzazione sui diritti delle persone disabili, in collaborazione con le autorità (nazionali,regionali o locali). Sono alla ricerca di modelli di successo su sensibilizzazione, e in particolare sull’Art 8 della Convenzione ONU, comecampagne, metodi, modelli di collaborazione, ecc, che hanno dimostrato di funzionare in pratica.
 
Deadline è il 13 dicembre. È possibile trovare il modello per la nomination qui.

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    Siamo perfettamente consapevoli che non tutte le persone sono in grado di scrivere un progetto, così come non tutte le persone con disabilità sono in grado di scrivere il loro progetto di vita. Tuttavia non vorremmo che chi è in grado di farlo venga privato di questa possibilità trovandosi obbligato/a a ricorrere a qualcuno che dovrebbe essere più “esperto” di lui/lei, diretto/a interessato/a a lavoro,, a esporre parti della propria vita che potrebbe e vorrebbe mantenere riservate. Si lasci quindi a un secondo momento la valutazione sulla completezza e sulla correttezza delle domande affinché a nessuna di esse venga impedito l’accesso a un servizio o a un contributo erogato da un ente locale.
    Un secondo equivoco può essere collegato al vocabolo “partecipato”. Esso, infatti, ricorda quello di “compartecipazione” alla spesa. Ribadiamo ancora una volta che per accedere a un progetto di vita indipendente l’utilizzo dell’ISEE è assolutamente da evitare essendo il diritto alla vita indipendente un diritto umano, così come ci ricorda l’articolo 3 della nostra Costituzione: “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese”.
    Per un altro verso, cioè quello dell’uguaglianza, imporre l’ISEE significa creare una discriminazione: quale altro cittadino senza disabilità partecipa alla spesa di portare il bicchiere o la forchetta alla bocca oppure di cambiare posizione nel letto o uscire di casa o rientrarci?

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